I valori citati in questa guida sono quelli configurati per l'anno d'imposta 2026, con fonti verificate il 1 ottobre 2026.

Progressività per scaglioni, non per aliquota unica

L’IRPEF è un’imposta progressiva costruita per scaglioni: il reddito è diviso in fasce e ogni fascia è tassata con la propria aliquota. L’aliquota più alta non si applica all’intero reddito, ma soltanto alla parte che supera la soglia dello scaglione precedente.

Gli scaglioni configurati per l’anno 2026 sono:

Scaglioni IRPEF e aliquote — anno d’imposta 2026
Quota di reddito Aliquota
fino a 28.000,00 € 23%
da 28.000,00 € a 50.000,00 € 33%
oltre 50.000,00 € 43%

Un esempio numerico con 30.000 euro di imponibile

Con un imponibile di 30.000,00 €, i primi 28.000,00 € sono tassati con l’aliquota del primo scaglione (23%) e producono 6440,00 € di imposta. La parte restante, 2000,00 €, ricade nel secondo scaglione e è tassata al 33%: l’imposta lorda totale è 7100,00 €, cioè il 23,67% del reddito.

Se il reddito salisse di 100 euro, l’imposta aumenterebbe del 33% di quella sola quota: è il significato dell’aliquota marginale.

Aliquota marginale e aliquota effettiva

  • Aliquota marginale: riguarda l’ultima quota di reddito e indica quanto si paga su un euro in più. Nell’esempio è 33%.
  • Aliquota effettiva IRPEF: imposta netta diviso reddito imponibile. Nell’esempio è 14,33%.
  • Aliquota effettiva complessiva: comprende anche le addizionali locali; nell’esempio è 16,54%.

Le detrazioni riducono l’imposta

Dall’imposta lorda si sottraggono le detrazioni previste per il tipo di reddito. Quella per lavoro dipendente è la più diffusa: spetta in misura piena sui redditi più bassi, si riduce al crescere del reddito complessivo, si azzera oltre la soglia prevista dalla norma ed è rapportata ai giorni di lavoro. Nell’esempio la detrazione vale 2801,19 € e riduce l’imposta da 7100,00 € a 4298,81 €.

Le detrazioni non possono rendere negativa l’imposta: riducono l’importo dovuto fino ad azzerarlo, ma il risultato mostrato non include eventuali crediti o rimborsi che dipendono dalla situazione complessiva.

Aggiungere le addizionali locali

All’IRPEF si sommano l’addizionale regionale e quella comunale, calcolate sullo stesso imponibile con le aliquote deliberate dagli enti locali. Nell’esempio, con residenza a Milano, l’addizionale regionale è 424,30 € e quella comunale 240,00 €, per un’imposta complessiva stimata di 4963,11 €.

Perché il netto cresce meno del lordo

Quando il reddito aumenta, ogni euro aggiuntivo è tassato con l’aliquota marginale dello scaglione in cui ricade e può ridurre le detrazioni applicabili. Il netto continua quindi a crescere, ma meno che proporzionalmente rispetto al lordo. È il motivo per cui due RAL diverse non producono una differenza di netto della stessa misura.

Calcolatori collegati

Fonti ufficiali

Documenti e pagine istituzionali su cui si basa questa guida.

Domande frequenti

Che cosa significa “aliquota marginale”?

È l’aliquota che si applica all’ultima quota di reddito, cioè a un eventuale euro in più. Non è l’aliquota che si paga su tutto il reddito: per questo non si può calcolare l’imposta moltiplicando il reddito per l’aliquota più alta.

Che cosa significa “aliquota effettiva”?

È il rapporto tra imposta dovuta e reddito. È sempre inferiore all’aliquota marginale, perché le quote di reddito più basse sono tassate con aliquote minori.

Le detrazioni riducono l’imposta o il reddito?

Le detrazioni riducono l’imposta lorda; le deduzioni riducono il reddito imponibile. Sono due meccanismi diversi: nella busta paga la detrazione per lavoro dipendente opera sull’imposta, non sul reddito.

L’IRPEF si calcola anche sui redditi diversi dal lavoro dipendente?

Sì: l’IRPEF è l’imposta sul reddito delle persone fisiche e riguarda, con regole proprie per ciascuna categoria, anche altri redditi. Le detrazioni e i trattamenti cambiano però in base al tipo di reddito.

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